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KELLY SLATER - l'intervista (a cura di HUCK - traduzione Laura Battaglini/SM surf club Dondolare dalle stelle, impennare sui pianeti, e ricadere sulla terra: Kelly Slater si apre.
Menti inquisitrici e non originali vogliono sapere: Kelly Slater andrà per un ottavo titolo del mondo senza precedenti? Ed io sono qui per dirvi che non sono la persona che può dare questa notizia. Infatti, trovo ripugnante quando i periodici usano questi colpi per pluricampioni del mondo che mostrano tante dita per quanti sono i titoli conquistati. Mina quello che per me è la storia più grande: la conoscenza raggiunta lungo il viaggio, praticando il surf al massimo. Quando Kelly Slater entrò sulla scena nei primi anni novanta, era un ragazzo che veniva da una piccola città della Florida con una grande ambizione ed un talento ultraterreno. Ha portato il surf in luoghi che in cui non c'era prima, sia come un atleta che come un ambasciatore.
"Realizzare qualche cosa che nessuno aveva realizzato ti manda in un luogo solitario ma che allo stesso tempo è veramente eccitante."
Oggi, lui è l'incarnazione vivente di sogni potenziali, adempiuti e compresi. Guardare nel profondo dei suoi occhi e vedere che sono mortali. 'Luminoso' è una parola che viene in mente. Così come 'incandescente' e ' un completo e fottuto ispiratore .' E così quando mi sedetti a chiacchierare con il signor Slater di fronte ad un supermercato Whole Foods sul Viale San Vicente a Brentwood, California,a un passo dalla casa dove Marilyn Monroe morì incidentalmente, non fui interessato a scoprire le sue mete per la stagione di disputa del 2006. Io volli sapere quello che aveva imparato lungo la strada, cosa avviene dall'altra parte, scoprendo cosa succede all'interno e seguirlo per arrivare ai limiti dell'universo del surf, come arricchisce, come vuota, e come complica.
HUCK: Visto che ormai ti sei affermato e sei in grado di destreggiarti in tante cose differenti, trovi mai difficoltà nel conciliare tutto in quei trenta minuti e nel concentrarti? KELLY SLATER: In realtà è piuttosto facile concentrarsi in quel lasso di tempo. Guardi e vai. Tutto quello che devo fare è cavalcare due onde che possono prendere venti o venticinque secondi ed ho fatto il mio lavoro.E' un modo veramente freddo di vederla. Ma io penso che qualunque sport può essere paragonato a una partita a scacchi, c'è una mossa contro un 'altra mossa.Nel jiu jitsu è lo stesso, nel pugilato o nel baseball o nel calcio, c'è una mossa che deve bilanciarne un'altra e quando la situazione è sbilanciata significa che qualcuno controlla il gioco. Conoscere le persone contro cui stai surfando, quali sono le loro forze e le debolezze, come affrontano situazioni diverse e come mettergli pressione, è quello che succede quando arrivi ad un livello più profondo della competizione. Andy Irons se lo superi e fai pressione su lui, lo batti. Ma il fatto è che non molte persone ci riescano, infatti è una cosa rara da vedere.
HUCK: Sembra che ottieni tanto immediatamente. Come spendi normalmente il tempo tra gli eventi? KS: Non sto facendo molto ultimamente. Gioco molto a golf dall'inizio dell'anno. Ascolto molta musica. È strano perché prima sono super occupato e dopo ho tutto il tempo per fare ciò che voglio. Non ci sono vie di mezzo.
HUCK: Cosa stai ascoltando? KS: Sto ascoltando le nuove dei Pearl Jam. Ascolto quel ragazzino australiano, Xavier Rudd ed ascolto sempre Jack Johnson. Ma non mi sono aggiornato in fatto di musica nell'ultimo anno. Suono più musica di quanta ne ascolto. Ora sto suonando le covers di John Cruz. Il suo album, Acoustic Soul è uno del mio preferiti.
HUCK:Come va con gli allenamenti? Ti stai allenando come un bastardo? KS: Non sono molto in forma adesso. Sono nella minor forma in cui sia mai stato. All'inizio dell'anno stavo bene, ma negli ultimi due mesi ho fatto il lavativo. È un anno strano.Lo sai, sto avendo uno dei migliori anni che io abbia mai avuto,ma non sono concentrato in acqua ed non ho fatto molto free surf tra una gara e l'altra. Ma poi quando entro nelle heats ed mi ritrovo su un'altalena di cose, inizio a sentirlo. E come parte il contest, comincio a essere più concentrato. Ho sempre creduto che si può migliorare non surfando, ma guardando, pensando e sognando il surf. Sento di essere migliorato soltanto immaginandolo tanto e sentendolo nel mio corpo.
HUCK: Leggi molto? KS: leggo molti periodici sugli aerei. Molto Popular Science e Popular Mechanics e Discovery e questo periodico chiamato Nexus. Amo questo periodico! È medicina alternativa, scienza, cospirazioni ed UFO e ogni sorta di genere marginale. E finisco con l'interessarmi a cose come salute e prodotti dietetici, ad esempio come funzionano i prodotti naturali rispetto alla medicina tradizionale.
HUCK: Una delle cose trovo interessanti è come questo sport sia cresciuto negli ultimi dieci anni e mezzo. Dove era una volta provinciale, poco cittadino e qualche volta razzista, ora è diffuso e presente in molte altre estrazioni sociali. Cosa ne pensi? KS: Il surf ha legato la moda e la musica con gli individui che ne fanno parte. Ha avuto un impatto culturale in molte industrie diverse, penso che le persone sono intrigate dal surf e dal modo di vivere dei surfisti, e sono anche più consapevoli su che cosa è ora questo sport.
HUCK: Stai sempre in giro con una valigia per diverso tempo.Ti chiedi mai dov'è la tua casa? KS: Ci sono dei lati positivi e dei lati negativi. Ultimamente mi sono sentito un pò perso. Faccio così tante cose e vado in così tanti luoghi che sono diventato piuttosto diviso e frammentato al punto che è divenuto veramente un problema per me. Così ora sto tentando di vedere dove potrò andare quando finirò il tour ASP, penso al futuro, sarò a metà tra le Hawaii e l'Australia. Mi piace stare tranquillo ed avere il mio spazio ma mi piace anche avere energia. Sono sicuro che quando sarò più vecchio e avrò una compagna le cose saranno diverse e io sarò più disteso.
HUCK: C'è un luogo geografico che per te rappresenta casa , o c'è più un luogo mentale? KS: Io penso ci sia più un luogo mentale ed emotivo perché ci sono stati anni dove mi sono sentito a casa ovunque e ci sono periodi dove mi sento perduto in casa mia. Io credo che la questione è sapere ciò si vuole.
HUCK: Permettimi di chiederti questo: senti che i grandi conseguimenti ti hanno portato più vicino alla pace dei sensi? KS: Probabilmente mi hanno portato più lontano da essa. Sai che io ho avuto questo risveglio circa tre anni fa durante il tour quando stavo avendo un grande successo, ma allo stesso tempo ero stressato spiritualmente. Vedo che quasi tutti i miei amici sono molto più equilibrati di me giorno dopo giorno e hanno vite più stabili ma loro non stanno al massimo e di certo io non sono a terra, qualche cosa di cui essere consapevole è che 'E' grandioso avere il massimo. Come lo scorso anno, quando in quei mesi stavo andando molto bene, al massimo come nessun altro, ma sapevo che ci sarebbe stata una ricaduta, che io sarei caduto..!
HUCK: Come ci si sente quando ci si trova al massimo? KS: Realizzare qualche cosa che nessuno ha realizzato ti manda in questo luogo solitario ma che allo stesso tempo ti eccita veramente. Non so a cos'altro può essere paragonato perché sto tentando di conquistare una che non è stata mai fatta.
HUCK: Quando ti immagini in quel posto, è qualche cosa che accade esclusivamente praticando il surf. Tipo, ti immagini mentre cavalchi un'onda o è un viaggio mentale dove ti vedi intrecciando tutti gli aspetti della vita? KS: Tessendo i vari aspetti della vita, è dato tutto da queste sfaccettature diverse - personale, professionale, praticando il surf. Ho passato il tempo provando le migliori tavole, conoscendo i breaks meglio di chiunque altro, sapendo chi sono i miei avversari ed è facendo tutte queste cose che migliori le tue probabilità.
HUCK: Fama? E' tutto così meraviglioso come dicono? KS: Mi ha permesso di incontrare tutti i miei eroi e conoscerli anche a un livello personale. Tipo Eddie Vedder (Pearl Jam): ci conosciamo, suoniamo insieme e facciamo dei surf-trips . Così tante persone amano il surf; è una specie di cosa magica per molti di loro ed avere dei riconoscimenti praticandolo mi ha permesso di conoscere tanta gente.
HUCK: Che mi dici delle cose negative. Tutti vogliono un pezzo di te? KS: Fa tutto parte della stessa equazione. La stampa e i media permettono alla gente di conoscermi.
HUCK: E l'ispirazione? Viene ancora dai tuoi compagni surfisti o è una cosa più ampia? KS: Non sto traendo molta ispirazione dal surf ultimamente. Ne avrò bisogno nelle tappe speciali, come a Pipeline o Teahupoo, dove c'è così tanta energia in acqua,ma ultimamente ne trovo anche solo comunicando con le persone nei differenti percorsi della vita.
HUCK: Ho sentito che sei interessato alle piscine da onda. Può dirmi qualcosa? KS: C'è questo ragazzo in Florida che costruisce la tecnologia per piscina con onde artificiali. Ne vidi un modello che mi ha fatto impazzire.Ho capito che era il modo corretto di fare un'onda artificiale. E' fondamentalmente avere una piscina sagomata a ciambella, l'energia viene dalla parete esterna verso quella interna e vieni avvolto in una circonferenza più stretta, la potenza viene da pompe idrauliche. Praticamente potresti cavalcare l'onda all'infinito. Puoi cambiare la velocità, la forma e la potenza. Credo davvero nella tecnologia che con delle persone che mi appoggiano,ne compriamo i diritti. La mia visione è creare questa sorta di oasi verde in ogni parte del mondo dove le persone siano interessate a praticare il surf. Come un campo da golf. Chi ha il suo country club,chi hai il suo surf country club . C'è abbastanza denaro da parte delle persone che realmente vogliono praticare il surf per fare in modo che questo accada. Mi immagino noi in un tour con piscine da onde. Potresti dire che stai facendo surf dalle 1:05pm di oggi e che ti sei alzato proprio in quel momento. Per non parlare di come sarebbe facile insegnare il surf alle persone.Si potrebbe abbassare la potenza e impostarlo per imparare. Sarebbe un aiuto pazzesco.
HUCK: Sembra abbastanza rivoluzionario. E ora, cosa farai nel resto della giornata? KS: Golf. Sarò al LA Country Club per una partita a golf.
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